G.A.M.
Gruppo Amici della Montagna
Verona
Uscita alla Giassara di Regno Sabato 19 gennaio 2008.
Perchè è stato chiesto il nostro intervento?
Il nostro gruppo (Gruppo Amici della Montagna di Verona) ufficialmente per 3 anni (GNS2005, PiB 2006 e 2007) si è reso promotore e referente delle pulizie ipogee, organizzate dalla Società Speleologica Italiana (Giornata Nazionale della Speleologia e Puliamo il Buio), in concomitanza e collaborazione con il "Clean up the World" di Legambiente.
Nella Regione Veneto con il patrocinio della Federazioni Speleologica Veneta e della Commissione Speleologica Veronese che ha coinvolto 7 gruppi grotte veronesi e 37 / 54 speleologi per evento.
Breve resoconto dell'attività di pulizia:
In questo triennio sono state ripulite integralmente 2 cavità "Abisso di Malga Campo Rotondo di Sopra" comune di Bosco Chiesa Nuova, con un'estrazione di rifiuti di 2,5 q e 3 giorni per l'intervento,"Spiuga dei Spinei" in contrada Spinelli, comune di Erbezzo, con un'estrazione di rifiuti di 35 q e 5 giorni per l'intervento, e la grotta"Bus del Luon" in contrada Varalta – il Dosso, nel comune di S. Mauro di Saline, con un'estrazione parziale di 37,50 q e 3 giorni per l'intervento. Purtroppo a causa della troppa immondizia accumulatasi in questa cavità, 50 anni di discarica abusiva, si dovrà effettuare il completamento della bonifica quest'anno.
Dopo un incontro che il sig. Giuliano Zanella ha avuto con Francesco Sauro, che parlando della pulizia della giassara in questione, ha comunicato il recapito telefonico di Bruno Pellegrini presidente della C.S.V e del G.A.M. di Verona, avvallando il fatto che lui sarebbe stato in grado di fare una stima dell'inquinamento di quel sito.
Dopo il contatto che il Sig. Zanella ha avuto con il sig. Pellegrini per richiedere di valutare e quantificare lo stato di inquinamento della giassara situata nella contrada Regno, Bruno mi ha contattato e ci siamo organizzati per un incontro sabato 19 gennaio alle ore 15:00 alla pizzeria da Fabio, nel comune di Cerro Veronese.
Ad aspettarci c'erano i signori Lino Merzi e Giancarlo Brunelli, fatte le dovute presentazioni, ci siamo diretti in auto verso il sito da valutare passando la contrada Zambelli e parcheggiando nei pressi delle ultime due abitazioni della contrada nei pressi di Regno.

Itinerario:
Si procede a piedi per un sentiero carreggiabile da trattori che prosegue a dx e dopo qualche centinaio di metri di prato si immerge insinuoso nel sottobosco.
Solo dopo una passeggiata di circa un chilometro e fatto qualche tornante in discesa, si trova sulla sinistra un muretto a secco che terrazza il monte e che gradatamente si innalza fino ad arrivare nella sua parte più alta a circa 4 metri di altezza, lavoro eseguito con blocchi molto grandi di pietra.
Un po' più avanti sulla destra, si nota un manufatto molto grande di forma circolare, con una circonferenza di circa 10 metri e una profondità di altri 10 metri, siamo arrivati alla "giassara di Regno".
Continuando il sentiero, dopo pochi metri, si intravede un bacino che un tempo era la vasca di raccolta dell'acqua della giassara.

Il sig. Giancarlo ci spiegò che in inverno, nel periodo più freddo, nella vasca si formava il ghiaccio, che i giassaroi tagliavano in lastre della stessa misura, circa 80 cm, il quale veniva poi calato nel manufatto tramite una botola finestra, ancora visibile al centro del manufatto e conservato per l'estate.
Ogni strato di ghiaccio veniva coperto da uno strato di foglie che ne impediva il consolidamento dei blocchi.
La ghiacciaia era coperta da un tetto costruito con lastre di pietra per rendere tutto più isolato ed ermetico ed il tutto era ricoperto da uno strato di terra che fungeva da isolante naturale.
Ora il tetto di pietre risulta totalmente crollato, e sul fondo del manufatto sono presenti rifiuti di ogni genere, è stata purtroppo usata come discarica abusiva.

Dopo queste narrazioni, ci siamo messi al lavoro per stabilire, come richiestoci, la cubatura dei rifiuti presenti sul fondo.
Sono state prese alcune misure con il telemetro laser, uno strumento molto comodo che misura le distanze con un raggio laser.
Il manufatto risulta interrato per un buon 80% ha forma cilindrica e il diametro di 10 metri per 10 metri di profondità. Dopo alcuni calcoli per fare una stima dell'immondizia sul fondo, ne è uscito che i rifiuti depositati avrebbero un volume di circa 200 metri cubi, valutando un'altezza di circa 2,5 metri di immondizie su un'area di circa 80 metri quadrati.
Dopo questi calcoli sono sceso nel vaio sottostante per vedere se alla base della ghiacciaia ci fosse un'apertura di servizio per la pulizia, ma non ho rilevato nessuna porta.
La cubatura servirà ai nostri interlocutori per fare alcuni preventivi alle ditte di recupero e smaltimento immondizie.
è un vero peccato che queste opere vengano deturpate ed abbandonate, si dovrebbero valorizzare e restaurare, per mostrarle a chi ne avesse interesse perchè sono la nostra storia, di come veniva prodotto il ghiaccio e con quanta fatica e dispendio d'energia, prima della venuta delle fabbriche del ghiaccio e dei frigoriferi.
La "giasara di Regno" è un'opera imponente, un cilindro di blocchi di pietre che si innalza per 10 o più metri, dovrebbe essere, considerata la mole costruttiva, la più grande delle ghiacciaie costruite in Lessinia, quindi un monumento da preservare e conservare, per essere mostrato alle generazioni future.
Speriamo che il progetto dei signori che ci hanno interpellato, venga al più presto messo in atto con il ripristino della vasca non più attiva, il restauro della ghiacciaia e del sentiero adiacente, per far si che tutti possano ammirare quest'opera d'ingegneria, fatta da persone, i giasaroi, che d'ingegneria non ne sapevano nulla.
Marco Casali
Articolo pubblicato dall'"Agorà"
- Foto: archivio dell'"Associazione l'Agorà" di Cerro Veronese