G.A.M.

Gruppo Amici della Montagna
Verona



GALLIO 2009

Non so esattamente quando sia maturata la scelta, probabilmente quando Marco mi ha chiesto cosa avrei voluto fare da grande.
L’esperienza era poca, come i candidati d’altro canto, me la sono rimuginata un po’ cercando di capire se le cose fossero fattibili.
Ho approfittato del corso di quest’anno per capire se ci fossero i presupposti, almeno per prendere in considerazione la cosa.
Così ho chiesto a Michele la possibilità di fare un po’ d’esperienza nell’armo e ho partecipato al corso. Dopo un paio di commenti positivi sono andato da Marco per candidarmi allo stage d’Aiuto Istruttore. Non ho dato spiegazioni precise, anzi, ma ho fatto presente che o quest’anno o nel 2011.
Sapevo da poco che mia moglie era, lo è tuttora per quello, in dolce attesa ma non volevo divulgare la notizia, almeno finché non si sarebbe superato il terzo mese.
I presupposti erano farsi un mazzo tanto in quei mesi per colmare quanto più possibile l’inesperienza. In fondo io il corso l’ho fatto l’anno scorso.
Così da giugno è cominciato un periodo di studio, Marco mi ha girato una sua dispensa nella quale era contenuta tutta la materia d’esame e assieme a quello, ho recuperato dal nostro magazzino un pezzo di corda vecchia, la peggiore per fare i nodi, quella che avevo a casa era troppo morbida, mi riusciva tutto.
Il primo appuntamento di verifica è stato il 16 Agosto, al Ponte di Veja.
Durante l’avvicinamento al ponte Marco ha colto l’occasione per “interrogarmi”, ho rivissuto le sensazioni dell’esame di maturità! Terribile. In ogni caso sono riuscito a meritare la sufficienza, ma il voto finale sarebbe dipeso anche dalle prove pratiche.
Eravamo in sei: Marco, il Sio Albi, Mauro, e aggregati Marta e Angelo del Proteo e io.
Abbiamo cominciato controllando l’ipotetico corsista poi i nodi.
E lì Marco si è sbizzarrito, nodi e poi nodi e poi giunzione di corde. E poi nodi.
Quando Angelo e Sio Albi hanno finito d’armare la “Grottina”, Marco si è offerto volontario di fare il corsista accompagnato da me e Angelo. Garantisco: se trovo un corsista come lui lo mollo dov’è.
In ogni modo siamo riusciti a portarlo con i piedi per terra.
E’ arrivata l’ora di pranzo, andiamo al bar lì vicino un panino senza neppure levarsi l’imbrago un paio di precisazioni sui nodi, mancava la cosa, e poi via.
Ci aspettava un po’ di lavoro sulla corda.
Inversioni: sali e poi scendi, ma poi scendi per risalire e giusto per completare l’opera superamento del nodo. Si sale e poi scende. Il tutto finche la tecnica non è abbastanza fluida. E poi il Ponte, stranamente risalire da lì mi fa venire le vertigini, scendere no, forse perché la discesa dura poco.
E poi il cambio corda. Noi aspiranti uno per volta appesi via e sotto Marco a dire cosa fare.
Il buon Mauro ci ha armato il ponte così siamo riusciti a guadagnare un po’ di tempo, nel mentre sono arrivati anche Giuliano e Laura.
Si domandavano cosa facessimo li, nessuno aveva pubblicizzato la cosa e quando Marco ha detto loro che eravamo lì per la preparazione all’esame d’Aiuto Istruttore e Istruttore sono rimasti un po’ perplessi, del GAM non doveva esserci nessuno.
E invece sorpresa…………si tornava ad essere presenti.
L’appuntamento era fissato per il 12 e 13 Settembre con luogo da definire.
Per fortuna è arrivata sera abbastanza velocemente: ero distrutto.
La preparazione teorica è continuata. Il giorno stesso abbiamo programmato una seconda uscita per il sei di settembre. Sarebbe servita per affinare le tecniche d’armo e per comodità e impegni il luogo prescelto è stato la nostra sede.
Venerdì a ridosso di quel fine settimana Marco a completamento della letteratura già datami mi ha rifilato altri quattro libri. Sono lo stesso riuscito almeno a leggerli tutti e a far mio ciò che mi serviva.
Abbiamo armato i cornicioni e ci siamo “divertiti” per tutta la giornata. Salite, discese, inversioni, superamento del nodo, frazionamenti………cosa manca?…….il cambio corda.
Fare palestra in sede è meno dispersivo che farla al Ponte di Veja, si armano le campate di cui c’è bisogno e nei termini tecnici in cui bisogna affrontarle. Non ci sono grandi salite ma essendo il posto abbastanza limitato l’attività è svolta con più intensità. I tempi morti sono minimizzati anche perché il buon Marco quando ti vede fermo provvede a metterti in movimento, e non sai mai cosa tira fuori dal cilindro: A me è capitato il prusik:. “Non te lo chiederanno però……” così mi sono fatto qualche metro in risalita con il prusik, con la scusa del non si sa mai, almeno a provarlo. E’ stato il primo colpo di fortuna perché una settimana più tardi avrei dovuto fare altrettanto.
Mancava solo una settimana all’esame ma ancora non sapevamo dove saremmo dovuti andare.
Era martedì quando ricevo una mail da Sio Albi una serie di fotocopie con nodi dal Mezzo Barcaiolo Bloccato alla Farfalla. Grazie Sio! Lui forse non lo sa ma il mezzo barcaiolo bloccato mi è servito durante l’esame. Sono quelle piccole fortune…………..
Finalmente è arrivata la destinazione Gallio. Lo conoscevo già, è un piccolo paese vicino ad Asiago.
Abbiamo raggiunto il paese e abbiamo cercato un posto abbastanza in vista per far colazione, fondamentale, e da riferimento per gli altri. Non posso dire che ero tranquillo anzi, anche perché non sapere con chi hai a che fare non ti rassicura.
Quando il gruppo ha raggiunto il bar ci siamo mossi per andare alla malga che ci avrebbe ospitato durante quel fine settimana. Eravamo veramente fuori dal mondo. Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto la grotta sede d’esame. Mi capita come istruttore Federico del GSM e visto il cognome tocca a me cominciare l’armo.
Dopo un po’ di studio sulla cosa siamo scesi. Era una bella grotta non troppo elaborata, sono sceso dal pozzone iniziale in poco tempo, la corda nuova ha aiutato la velocità.
Con Federico abbiamo aspettato un bel po’ sul fondo del pozzo. Man mano sono scesi tutti gli altri e a turno abbiamo armato i primi due pozzi della grotta, poi siamo dovuti risalire.
Mi ricordo ancora il freddo che c’era.
Siamo arrivati alla malga che gli altri, gli aspiranti Istruttori, erano già a tavola. Sarà stata l’aria di montagna, sarà stata la fatica ma avevo una fame! Veramente è stata una gara, abbiamo mangiato come dei lupi. D'altronde si era aggiunto al gruppo anche Alessandro Mosconi.
Per l’indomani c’era in programma la palestra. Gli aspiranti Istruttori hanno armato la palestra.
Bellissima. Eravamo in due gruppi noi e quelli del soccorso ma era talmente grande che non ci siamo dati per niente fastidio.
Era un catino, un collassamento di una grotta, dal perimetro quasi quadrato sulle pareti era possibile fare qualsiasi tipo di palestra, dalle più semplici per i corsi alle più articolate per il soccorso o per degli esami o semplicemente per affinare la tecnica. Mentre la palestra veniva armata noi aspiranti Aiuto abbiamo affrontato il questionario a risposta multipla. E’ stata dura, la tensione sicuramente ha giocato la sua parte. Quando ormai avevamo finito ha cominciato a piovere, ci siamo rifugiati sotto le piante era meglio evitare le corde e allora giusto per non essere inoperosi abbiamo affrontato l’esame sui nodi: loro composizione e utilizzo. Per assurdo mi stavo rendendo conto che la parte teorica era andata peggio di quella pratica. Le condizioni meteo hanno rallentato la nostra giornata.
La Marta, mossa da disperazione, si è offerta volontaria per fare il corsista. Dovevo accompagnarla alla base della parete. Avere vicino una persona che conosco mi ha rassicurato, e un passo alla volta siamo scesi e poi risaliti. Poi pausa, era tutto molto lento, d'altronde eravamo sotto esame.
Sembrava tutto finito ma invece ci hanno richiamati.
Superamento del nodo in discesa. Arrivato in fondo mi è stato chiesto di risalire con un nodo autobloccante e con questo di superare il nodo e poi usare il mezzo barcaiolo bloccato per l’inversione. Per una semplice questione di spazi non sono riuscito a fare la manovra nei termini ortodossi, ma ho lo stesso fatto la mia bella figura.
A quel punto era finito, pensavo. Risalendo ho disarmato due cordate e arrivato in cima avevo Federico che mi aspettava per la prova mancante: l’analisi dell’equipaggiamento del corsista.
Adesso è veramente finita, recuperato il materiale, abbiamo salutato e siamo rientrati a casa.
In un tempo non meglio precisato avrebbero dato gli esiti.
I giorni passavano, alcuni dei presenti avevano la necessità di avere la risposta velocemente, da lì a poco avrebbero cominciato i corsi e dovevano sapere chi poteva farli. Non era passata una settimana e già scalpitavo, ma il giorno 18, il mio compleanno, è arrivata l’attesa comunicazione. Passato!
Festicciola serale al Gam e facendo un po’ di conti è da quel fine settimana che non vado in grotta.
Ma va bene anche così. Adesso spero di fare un giretto da qualche parte giusto per rilassarsi e poi ricominciare con un po’ di ritmo in attesa del prossimo corso.

Alessandro Battisti





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