G.A.M.

Gruppo Amici della Montagna
Verona



ALLA SCOPERTA DEL NOTO - 29/11/2009

Tutto comincia venerdì sera, a Marco viene indicata una zona dove c’è una grotta.
E’ una località sulla Val d’Adige, è risaputo che vi è la grotta ma nessuno sa più dove sia. L’idea d’andare alla scoperta di qualcosa di nuovo mi affascina, almeno facciamo qualcosa di diverso.
Venerdì sera prepariamo il materiale, corda statica per l’esplorazione, dinamica per la sicura in salita, moschi, trapano e sacchette d’armo.
L’appuntamento è per domenica a Balconi di Pescantina. Sabato arriva la conferma da Giuliano e Laura della loro presenza.
Ci troviamo fuori dalla pasticceria di Balconi per la necessaria colazione. Arriviamo in zona, cominciamo a cercare la strada. Dobbiamo arrivare a Pozza Gallet ma la cartina in nostro possesso è un po’ datata. Facciamo fatica a trovare i punti di riferimento e per quanto precisa possa essere la toponomastica non ci sono riscontri sulla strada. Cominciamo a dirigerci verso le locali cave di marmo incrociamo un paio di vetture, chiediamo indicazioni e proseguiamo per la ricerca, siamo ormai a metà mattina. Gira che ti gira ci ritroviamo sulla strada di Spiazzi. Siamo un po’ perplessi e ancor più disorientati. Saliamo verso Spiazzi, d’altro canto è il paese più vicino. Troviamo un bar, ci fermiamo, beviamo un caffè e chiediamo informazioni. Sostanzialmente torniamo da dove siamo arrivati. Facciamo avanti indietro nel tratto di strada che va da Contrada Sgarbi a Contrada Broseschi. Percorrendo la strada in senso contrario notiamo una tabella turistica dove vengono indicati percorsi e località: abbiamo passato la mattinata girando attorno al posto che cercavamo. Attraversiamo Contrada Brosechi, Marco scende per chiedere informazioni, tra i presenti à quello con l’aspetto più rassicurante.
Siamo a poche centinaia di metri, parcheggiamo fuori da una casa disabitata.
Il povero Marco mal volentieri accetta la proposta di Giuliano, trovare la grotta senza portar via alcun materiale, viaggiamo con lo stretto indispensabile. Seguiamo il sentiero, cerchiamo di orientarci con le indicazioni avute.
Troviamo il vaio che stavamo cercando, dal sentiero si vede perfettamente la frattura nel costone di roccia. Siamo sotto la strada che percorrevamo durante la mattina. Giuliano va avanti indicandoci la via da seguire per giungere sotto il costone, il bosco non troppo fitto ma ricco di rovi non facilita l’avvicinamento. Arriviamo a ridosso del costone e Giuliano fa una scoperta fantastica: un pezzo di corda abbandonato. Non siamo i primi. Proseguiamo lungo il costone per avvicinarci al nostro obiettivo. Ci siamo quasi mancano pochi metri ma già abbiamo i primi ironici indizi: il sentiero segnato e l’ermo degli arrampicatori.
Abbiamo scoperto una palestra d’arrampicata, armata con tanto di sentiero d’avvicinamento segnato. C’inerpichiamo per raggiungere la frattura, talmente malfatta che non può neppure essere rilavata come grotta. Seguiamo il sentiero per rientrare alla macchina. Un sentiero nettamente più stretto di quello dell’andata è più scosceso. Raggiungiamo la sommità del monte e quasi a deriderci troviamo la freccia indicante la nostra destinazione Castel di Prescina.
Raggiungiamo la macchina. E’ stata comunque una bella mattinata, abbiamo fatto un bel giro e se vogliamo anche una lezione d’orientamento. Sono quasi le 14.00 e la fame si fa sentire. Ci dirigiamo verso Spiazzi.
Un piatto di pasta quattro parole a tavola e poi si torna a casa. “ Siamo a Spizzi il tempo di mangiare qualcosa e poi torniamo” erano state le mie parole alla moglie. Ma l’imprevisto era in agguato.
Giuliano ha lasciato la sua macchina fuori dalla pasticceria. Una volta raggiunta è arrivata la proposta: cappuccino?
Erano le 16 e io ero a 200 metri da casa con la pasticceria chiusa. Siamo andati in centro a Pescantina.
Sono arrivato a casa un’ora più tardi. Ma va bene così.
Chissà a quando la prossima scoperta.


Alessandro B.





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