G.A.M.

Gruppo Amici della Montagna
Verona



Sei speleo in pedalò - Corchia 2009

Punto d’incontro a casa di Giorgio alle 20.00 di venerdì 3 Luglio.
Quando arrivo trovo Alessandro, chiamiamo Giorgio ed aspettiamo Mauro, Michela e Paola. Trascorso il quarto d’ora accademico di ritardo chiamiamo per avere notizie, arriveranno con 30 minuti di ritardo. Sistemiamo le macchine, due, con un equipaggio di tre persone, durante lo spostamenti dei bagagli ci siamo bevuti una birra fresca. La fretta non è il nostro forte.
Poco prima delle 21.00 partiamo, Giorgio fa strada. Arriviamo a Marina di Massa verso mezzanotte, ci dirigiamo direttamente verso il lungo mare per cercare un posto dove mangiare, troviamo un baracchino che fa panini. Concordiamo di andare "Dalla Piera" a dormire. Preciso, nel parcheggio del ristorante. Pensavamo di trovare posto libero e tranquillità, invece troviamo compagnia. E’ notte inoltrata, aprono le tende e cominciamo a dormire. Il campanile suona le 2.30. Io per non faticare preferisco dormire in macchina. Sento suonare le tre, poi anch’io comincio a dormire.
L’indomani mattina i bambini che occupavano le tende vicino le nostre hanno malauguratamente deciso di attivarsi la mattina presto. Alle 8.00 siamo tutti svegli. Colazione e poi via.
Raggiungiamo la grotta. Ci vestiamo sotto un sole già caldo, l’idea dell’avvicinamento mi fa venire ancora più caldo. Arriviamo e prendiamo fiato guardando i soffioni emessi dalle uscite.
Entriamo consapevoli che abbiamo un altro gruppo davanti. Noi siamo solo in sei e procediamo spediti tant’è che al Pozzacchione raggiungiamo il gruppo Veneto/Siciliano che ci precede.
La grotta è l’unico posto al mondo dove esiste rispetto, collaborazione disinteressata e serenità d’animo.
Il gruppo che ci precede ci fa passare avanti noi per limitare il disturbo armiamo una terza campata, alla base del pozzo passiamo oltre, in realtà non li staccheremo mai in modo rimarcato, le loro voci ci faranno compagnia ancora per molto. Comincio a sentire la stanchezza, l’idea era di effettuare un giro in un altro dei rami del Corchia ma mi rendo conto che non sono nelle condizioni di andare oltre. Avviso che uscirei per la turistica, non ho birra, l’idea di una risalita mi fa desistere dall’avanzare. Si fa mente locale e si media sul ramo dei Fiorentini, fino al pozzo.
Attraversiamo scorci di grotta fantastici siamo nella parte attiva della grotta, il torrente si fa sentire con fragore, poi scendendo si presentano davanti a noi scorci stupendi, cascatelle e laghetti d’acqua cristallina, rocce dalle forme più strane, l’acqua ha una forza dirompente nel bene e nel male. Non ero mai stato nei rami traversi del Corchia. E’ la terza volta che c’entro ma per fare la tradizionale traversata, tant’è che l’idea era di stare in grotta molto di più proprio per visitare ciò che solitamente si tralascia.
Mi rendo conto di aver visto una piccola parte della grotta non tanto per l’estensione in se ma per la bellezza e la varietà di paesaggio. Mauro avrebbe voluto fare il Ramo Verona, ma sono sicuro che avremmo un’altra occasione per farlo, mi sento in debito con lui. La prossima volta organizziamo la cosa in modo tale da soddisfare le richieste di tutti.
Usciamo prestissimo, sono le 18.00. Mentre cerchiamo di tornare ad un aspetto normale già facciamo il programma per la prossima volta. Il clima è scherzoso.
Destinazione provvisoria "Dalla Piera" per una meritata birra.
Rimangono ancora due interrogativi: dove cenare e dove dormire. Ma intanto ci beviamo una birra.
Risaliamo in macchina per tornare a Marina di Massa. La stanchezza comincia ad avere il sopravvento su tutti. Una notte “corta” passata in qualche modo è micidiale. Troviamo la pizzeria che ci aveva rifiutati la sera prima perché era troppo tardi. Soprassiedo sulla cena. Arrivano le 23.30 circa e dobbiamo cercare un posto dove dormire. Ci dividiamo alle porte di Massa, io provo a vedere se il campeggio dove eravamo stati a maggio ci accetta, siamo in tre, ma non c’è posto ed era troppo tardi. Raggiungiamo gli altri in un parcheggio. Io persisto nel dormire in macchina.
E’ arrivata anche la domenica mattina. Colazione e poi destinazione per…………….Marina di Massa. Andiamo a fare il bagno. Personalmente è da venerdì sera che non faccio una doccia, l’aria in macchina comincia a diventare pesante. Arriviamo alla spiaggia, è palese che proveniamo dai monti, basta guardarci: siamo completamente fuori posto.
Giorgio ha un’illuminazione: affittare un pedalo’. E così sarà!
Due ore in mezzo al mare, divertenti anche per me che non so nuotare. E’ stato molto utile il salvagente in dotazione, un ritorno all’infanzia e un modo per rinfrescarsi.
Le due ore sono scadute alle 12.30, l’ora di pranzo, che coincidenza! Siamo andati mangiare e con calma poi siamo rientrati a Verona. Arrivati al punto di ritrovo programmiamo la prossima uscita o almeno ci pensiamo. Siamo fantastici. Siamo sei speleo con urgente bisogno di una doccia, con le facce di chi è due notti che dorme in qualche modo e abbiamo ancora il coraggio o l’incoscienza di pensare alla prossima grotta.

Alessandro Battisti





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