G.A.M.

Gruppo Amici della Montagna
Verona



8 febbraio 2009 - Camminata Vallon – Passo Malera

Dopo un w-e passato a casa a causa del cattivo tempo, la notte fra il 31 gennaio e il primo febbraio ha nevicato anche a Verona, anche questo sta per concludersi al medesimo modo. Non è freddo come la domenica precedente, in città ci sono 10°C, ma è ugualmente brutto.
Il sabato è passato a casa. L’intenzione è quella di muoversi, magari non andare via tutto il giorno, ma comunque muoversi. Così la domenica mattina prima di mezzogiorno preparo pranzo e subito parto destinazione S. Giorgio. L’idea è quella di seguire il Vallon e poi deviare sulla sinistra orografica e raggiungere il passo del Malera. Tra le altre quando dal Vallon si raggiunge la bocchetta che divide il Castel Malera da Cima Trappola e la Bella Lasta mi sembra di ricordare di aver visto un buco un annetto fa. Anche Andrea P. del GSM mi ha detto di averlo visto alcuni giorni prima durante una scialpinistica.
Il tempo non è dei migliori, se non altro non piove né nevica. In un oretta da S. Giorgio sono al Malera. Verso il Carega il cielo plumbeo, ma il Baldo è illuminato dal sole, è stupendo. Sono passato anche dal punto ove ricordavo il buco ma lo spesso manto nevoso ricopre tutto omogeneamente, anche i mughi e i piccoli alberi che ci sono in quella zona sono nascosti sotto la soffice coltre bianca. Il segna sentieri che d’estate indica il tempo di percorrenza dal Passo Malera al Rifugio Pertica risulta sepolto. Ci sono almeno 2,5 metri di neve. Anche le vecchie trincee che trafiggono per pochi metri la montagna nei pressi delle creste sono nascoste come se volessero celare la loro esistenza e la loro storia. Scendendo verso la malga Malera di sopra mi imbatto nell’ennesima di esse ma, questa volta, pochi metri più a valle noto qualcosa di strano: un foro nella neve svela la presenza di un passaggio di aria. Mi avvicino e faccio la solita foto dopo aver preso il punto col GPS. Anche questo andrà rivisto questa estate quando la neve avrà lasciato il posto ai fiori e ai verdi pascoli. Si tratta di vedere se è una dolina che cela un buco o se esso sia semplicemente una trincea che ha deciso di non giocare a nascondino come le altre.
Scendo ancora verso la malga mi mantengo sul fondo del vajo dove c’è una grotta già rilevata negli anni ’80 e che qualche anno fa avevo riposizionato. È un pozzetto profondo solo 5-6 m ma anche questo risulta nascosto dalla neve.

Giorgio A.








Home - Cosa facciamo - Dove siamo - Storia del Gruppo - Anniversari e Feste - Foto - Video - Escursioni - Ricerche - Calendario - Corsi di Speleologia - Puliamo il Buio - Grotta turistica Roverè - Raduni Speleologici - Catasto - Biblioteca - Download - Google Speleo - Notizie dalla Provincia - Guest Book - Mail - Link Utili - Mappa del Sito



Username:

Password:

Ricordami: Uscita:

Registrati
Hai scordato la password?